Le pardulas rappresentano una delle tradizioni pasquali più autentiche della Sardegna. Questi piccoli dolcetti di ricotta e zafferano incarnano l’essenza della pasticceria isolana, con una storia che affonda le radici nelle campagne sarde, dove ogni famiglia custodisce gelosamente la propria ricetta tramandata di generazione in generazione. La loro preparazione è un rito che si rinnova esclusivamente durante il periodo pasquale, quando le massaie sarde si riuniscono per impastare, farcire e cuocere questi gioielli dorati. La particolarità delle pardulas risiede nell’equilibrio perfetto tra la dolcezza della ricotta fresca e il profumo inconfondibile dello zafferano, spezia preziosa che la Sardegna produce da secoli. La forma caratteristica, con i bordi ripiegati a formare una corolla, ricorda un fiore che sboccia, simbolo di rinascita perfettamente in linea con il significato della Pasqua. Ogni morso racconta una storia di terre aspre e generose, di pastori e tradizioni che resistono al tempo. Preparare le pardulas in casa significa immergersi in un’esperienza sensoriale completa: il profumo dello zafferano che si diffonde in cucina, la consistenza morbida della ricotta lavorata con cura, la soddisfazione di creare con le proprie mani un dolce che porta con sé secoli di cultura gastronomica. Questa ricetta vi guiderà passo dopo passo nella realizzazione di autentiche pardulas sarde, rispettando la tradizione ma rendendola accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta a questa preparazione. Non lasciatevi intimidire dalla tecnica: con pazienza e attenzione ai dettagli, otterrete risultati degni delle migliori pasticcerie sarde.
40
25
medio
€€
Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione della pasta frolla salata
Setacciate la farina 00 creando una fontana (disposizione della farina a forma di cratere) sul piano di lavoro. Al centro posizionate lo strutto a temperatura ambiente tagliato a pezzetti, lo zucchero e un pizzico di sale. Iniziate a lavorare gli ingredienti con la punta delle dita, amalgamando gradualmente la farina dall’esterno verso l’interno. Aggiungete l’acqua tiepida poco alla volta, continuando a impastare fino ad ottenere un composto omogeneo ed elastico. Non lavorate troppo l’impasto per evitare che diventi duro: fermatevi appena gli ingredienti sono ben incorporati. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e lasciatela riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Questo riposo permetterà al glutine di rilassarsi e renderà la pasta più facile da stendere.
2. Preparazione del ripieno di ricotta e zafferano
Mentre la pasta riposa, occupatevi del ripieno. Trasferite la ricotta di pecora in una ciotola capiente e lavoratela con una forchetta per renderla cremosa e priva di grumi. Aggiungete lo zucchero e mescolate energicamente fino a completo assorbimento. Separate gli albumi dai tuorli: incorporate i tuorli uno alla volta al composto di ricotta, mescolando bene dopo ogni aggiunta. Questo passaggio è fondamentale per ottenere un ripieno liscio e vellutato. Sciogliete lo zafferano in polvere in un cucchiaio di acqua tiepida e aggiungetelo alla ricotta insieme alla scorza di limone grattugiata. Mescolate accuratamente fino ad ottenere un colore giallo uniforme e un profumo intenso. Il ripieno deve risultare cremoso ma non liquido: se troppo morbido, aggiungete un cucchiaio di farina setacciata.
3. Formazione delle pardulas
Riprendete la pasta dal frigorifero e stendetela con il mattarello su un piano leggermente infarinato fino ad ottenere uno spessore di circa 3 millimetri. Non stendetela troppo sottile altrimenti si romperà durante la cottura. Con il coppapasta rotondo ricavate dei dischi di circa 10 centimetri di diametro. Posizionate al centro di ogni disco un cucchiaio abbondante di ripieno, lasciando libero un bordo di almeno 2 centimetri. Ora viene la parte più delicata: ripiegate il bordo verso l’interno creando delle pieghe regolari (circa 5-6 pieghe) che formino una corolla attorno al ripieno. Pizzicate delicatamente ogni piega per sigillarla bene. Il ripieno deve rimanere visibile al centro, come un fiore aperto. Disponete le pardulas su una teglia rivestita di carta da forno, distanziandole tra loro.
4. Cottura e doratura
Preriscaldate il forno a 180 gradi in modalità statica. Spennellate delicatamente la superficie delle pardulas con un tuorlo d’uovo sbattuto per ottenere una doratura perfetta. Questo passaggio conferirà quel colore ambrato caratteristico. Infornate nella parte centrale del forno e cuocete per 20-25 minuti, controllando la cottura dopo 15 minuti. Le pardulas sono pronte quando presentano un bel colore dorato e il ripieno risulta leggermente rappreso ma ancora morbido al centro. Fate attenzione a non prolungare troppo la cottura: il ripieno non deve seccarsi completamente. Sfornate e lasciate raffreddare completamente sulla teglia prima di trasferire le pardulas su un piatto da portata. Durante il raffreddamento il ripieno si compatterà ulteriormente raggiungendo la consistenza ideale.
Il trucco dello chef
Per un risultato ancora più autentico, sostituite metà dello strutto con il burro: otterrete una pasta più friabile. Se non trovate la ricotta di pecora, potete utilizzare ricotta vaccina di ottima qualità, ma il sapore sarà meno intenso e caratteristico. Un trucco per evitare che il ripieno fuoriesca durante la cottura: non riempite eccessivamente i dischi e sigillate bene le pieghe pizzicandole con decisione. Lo zafferano può essere sostituito con lo zafferano in stimmi: in questo caso scioglietene 2-3 stimmi in acqua tiepida per 10 minuti prima di aggiungerlo alla ricotta. Le pardulas si conservano per 3-4 giorni in un contenitore ermetico a temperatura ambiente, mantenendo intatta la loro fragranza. Per una versione più rustica, potete aggiungere al ripieno un cucchiaio di semola fine che assorbirà l’eventuale liquido della ricotta.
Abbinamenti per le pardulas
Le pardulas si accompagnano tradizionalmente con un bicchiere di Vernaccia di Oristano, vino liquoroso sardo dal sapore intenso e leggermente amarognolo che contrasta perfettamente con la dolcezza del ripieno. In alternativa, un Moscato di Sardegna dolce esalta le note aromatiche dello zafferano senza coprirle. Per chi preferisce bevande analcoliche, un caffè espresso forte o un tè nero aromatizzato al limone rappresentano scelte eccellenti. Durante le festività pasquali in Sardegna, le pardulas vengono spesso servite con un bicchierino di mirto rosso, liquore tipico dell’isola ottenuto dalle bacche di mirto, che dona un tocco di freschezza finale.
Informazione in più
Le pardulas, conosciute anche come casadinas o formaggelle a seconda delle zone della Sardegna, sono dolci la cui origine si perde nella notte dei tempi. La loro preparazione è strettamente legata al ciclo pastorale: la primavera coincide con il periodo di maggiore produzione di latte ovino, quindi di ricotta fresca. Lo zafferano, coltivato in Sardegna sin dal Medioevo, rappresentava un ingrediente prezioso riservato alle occasioni speciali come la Pasqua. Ogni paese sardo vanta una variante: a Cagliari si preferiscono più dolci, nel Campidano più grandi, in Barbagia con l’aggiunta di uva passa. La forma a corolla non è casuale ma richiama simboli di fertilità e rinascita legati alla stagione primaverile. Nelle famiglie tradizionali, la preparazione delle pardulas coinvolge tutte le donne della casa in un rito collettivo che rafforza i legami familiari. Questo dolce rappresenta un patrimonio immateriale della cultura sarda, tanto che alcune comunità hanno istituito sagre dedicate esclusivamente alle pardulas.



